La mia Toscana in Vespa: recensioni

Così scrive Lorenzo Franchini, moderatore del forum “viaggi” su http://www.vespaonline.com di La Mia Toscana in Vespa

 «Decisamente un gran bel personaggio questo Ben Birdsall! Una figura la sua che ancora mancava nell’universo dei narratori in Vespa, e mi piace pensare che questo suo libro possa essere il primo di una lunga serie e perché no, magari inaugurare un nuovo filone nella narrativa vespistica. Un gran bel personaggio dicevo questo quarantenne inglese originario dello Yorkshire, che oltre ad imbarcarsi in un tortuoso viaggio (1200 km in 19 giorni) a bordo di un vespino 50 originale, ha trovato spazio nel suo bagaglio da campeggiatore per attrezzi vari. Non attrezzi da meccanico come sarebbe logico aspettarsi, ma attrezzi da cucina e da pittore. Tutti i giorni, a scandire ogni tappa del suo cammino, trovava il tempo di scattare una personalissima istantanea dipingendo il paesaggio che lo circondava, riuscendo così a riprodurre con i pennelli anche i suoi sentimenti del momento. Ogni sera poi, dopo aver montato la tenda, si cucinava da solo la sua cena, e non parlo di un paio di uova al tegamino ma di piatti tipici della zona in cui si trovava, roba tipo il ‘cacciucco’ o il ‘cinghiale alla capalbiese’, che non sarebbero semplici da preparare nemmeno nella cucina di casa propria! Ogni giornata di viaggio è descritta minuziosamente, dalle chiacchiere scambiate con i baristi ai commenti perplessi dei vicini di piazzola o dei benzinai quando raccontava loro ciò che stava facendo. Ci sono anche i pensieri che chiunque si sia trovato a trascorrere qualche ora in sella alla sua Vespa si è scoperto a fare. Ma questi sono i pensieri suoi ed è facilissimo immedesimarsi, grazie anche al singolare italiano con cui ha scritto il libro. L’italiano che ci si aspetta di sentire parlando con un inglese, dove ogni tanto ci finisce qualche vocabolo improbabile ma che comunque rende l’idea, tanto che spesso mi è capitato di scoprirmi a leggere con una divertente intonazione ‘british’! Un libro questo che sarà utilissimo a quanti hanno intenzione di andare a zonzo per la Toscana, con precisi riferimenti geografici, ricco di spunti anche per brevi gite di un giorno o due, scegliendo le tappe del suo viaggio che più ci colpiscono, aiutati dalle mappe riprodotte nel libro. Anche la particolare confezione con la rilegatura a spirale lo rende comodo per essere messo nello zaino e consultato lungo la strada. Un peccato che questo libro sia uscito soltanto ora, all’inizio di autunno: toccherà attendere fino alla prossima estate per calcare le sue orme. Mi sento quindi di dire: “Ben fatto Mr. Birdsall! Aspettiamo le sue prossime avventure!”.»

Così scrive Tommaso Fanfani, Presidente della Fondazione e del Museo Piaggio di La Mia Toscana in Vespa

«Negli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale Enrico Piaggio “sogna” un piccolo veicolo che sappia contribuire a riportare normalità nel sistema dei trasporti italiani, provato dalle distruzioni belliche, dalla scarsa presenza di mezzi di locomozione, dalla miseria di un popolo segnato da veri e propri flagelli come fame, inflazione, disoccupazione. La Vespa nasce con la filosofia del “viaggio”: essa rappresenta fin dalla prima idea di realizzazione il veicolo con cui poter superare le difficoltà del momento, affrontare strade sconnesse, guadare piccoli corsi d’acqua, raggiungere il luogo di lavoro. Ma sono passati solo pochi mesi dall’uscita ufficiale del veicolo e non è ancora superata la prima fase di emergenza postbellica che la Vespa diviene qualche cosa di più rispetto all’idea ispiratrice: diviene subito anche il veicolo con cui provare l’ebbrezza dell’autonomia, dell’indipendenza, dell’emancipazione femminile, della libertà per correre alla ricerca della natura oppure della trattoria nascosta nelle campagne italiane, francesi, spagnole, inglesi, insomma nei prati e nelle valli dell’Europa e degli altri paesi del mondo. Vespa diventa capace di andare molto oltre l’immaginazione dell’imprenditore e l’inventività di Corradino D’Ascanio. Vespa diventa subito “passione” per il viaggio: c’è chi con essa attraversa la Manica, chi la Cordigliera delle Ande, chi affronta i ghiacci del Polo Sud, chi compie interminabili viaggi di migliaia di chilometri avviando una tradizione o una “moda” sempre attuali. Ciò che accomuna tutti è la voglia di cavalcare una Vespa e correre, scoprire, amare, lavorare, affrontare la distanza, superare confini, conoscere nuove genti. Ben Birdsall è figlio del nostro tempo e ripropone il fascino del viaggio in Vespa: è stato soggiogato dalla voglia di scorrazzare per le campagne della Toscana in sella al proprio “cinquantino”. Recupera le suggestioni e i misteri del girovagare tra paesi e città di una delle regioni più belle del mondo e lo fa arricchendo la lunga tradizione dei “viaggiatori” nel momento in cui ogni giorno ha una sua storia, un suo riferimento culturale, di pensiero, ma anche di gusto, di cucina e di arte. Ben Birdsall è irlandese: conosce le cromie della campagna del Nord Europa, ma rimane affascinato dal paesaggio toscano fatto di colori, immagini, paesaggi, ma fatto anche e soprattutto di persone, di ricette, di vita quotidiana. Cacciucco, ribollita, pappa al pomodoro sono alcune delle ricette che l’artista “scopre” nei suoi 19 giorni di viaggio da Pontedera a Pontedera, tappe scandite dal suo Diario, ora proposto, quasi a vincere ogni resistenza al viaggio perché, come scrive citando Sant’Agostino, Il mondo è un libro: chi non viaggia legge solo una pagina. Ben ci propone le pagine successive, le infinite pagine che il viaggiatore può leggere a “cavallo” della sua Vespa lungo 1200 Km. e ci invoglia ad imitarlo. Si potrebbe dire che questo libro mette in fila ordinatamente tutti i valori che Vespa contiene: avventura, curiosità, bellezza, economia, praticità, natura, cucina e via di seguito. Birdsall è un artista, colto, sensibile, capace di far rivivere l’avventura alla scoperta di una regione patinata e affascinante nelle guide turistiche, ma prima ancora ricca di umanità, di relazioni socìali, di cultura materiale, valori che un piccolo veicolo e un artista sanno straordinariamente far emergere nell’età del rumore dei media, della frequente perdita di contatto tra ognuno e i fondamenti semplici della vita delle nostre genti toscane.»

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