Lo sapevi che Ponsacco…: recensioni

Così scrive Alessandro Cicarelli, Sindaco di Ponsacco e Fabrizio Lupi, Ass. alla pubblica istruzione del Comune di Ponsacco di Lo sapevi che Ponsacco era un castello?

«Questo volume del nostro concittadino Benozzo Gianetti rappresenta, in ordine temporale, l’ultima di una serie di pregevoli opere da lui realizzate sul territorio di Ponsacco.

A differenza delle altre questa è dedicata soprattutto agli alunni delle nostre scuole e questa è una buona ragione perché è ormai evidente a tutti che la storia locale ha un ruolo importante nella formazione dei giovani. Una vicenda storica che abbia avuto svolgimento in strade e piazze conosciute ai ragazzi e didatticamente ben proposta suscita un interesse particolare che non può essere provato per eventi accaduti in luoghi lontani. L’inserimento della storia locale nei percorsi della storia generale può costituire anche un elemento di sviluppo della conoscenza. Infatti l’intersezione di locale e universale, di particolare e generale, di concreto e astratto rappresenta un meccanismo di apprendimento anche della scienza. La cognizione storica è una sintesi di locale e universale. Pensiamo alla globalizzazione e ai rischi di cancellazione di differenti culture, linguaggi, forme di organizzazione del territorio e della società. La conoscenza della storia locale quindi nasce dal desiderio di opporsi alla trasformazione e omologazione delle nostre città ed in particolare dei suoi centri storici, spesso svuotati delle attività più caratteristiche. Potenti strumenti di apprendimento come la televisione o il computer tendono purtroppo a cancellare i luoghi. A maggior ragione si impone un ancoraggio ai luoghi reali, ai “punti di partenza” della crescita culturale, indispensabile nella formazione di ogni cittadino e della sua “memoria consapevole” in opposizione ai fenomeni di modernizzazione di cui abbiamo parlato.

“Solo chi custodisce un’ Itaca in fondo alla propria memoria è l’Ulisse che sa esplorare le diverse terre del mondo”.

Ecco che lo studio dei luoghi attraverso gli itinerari “en plein air” che il maestro Benozzo sapientemente ci propone diventano lo strumento didattico per comprendere il grande libro del territorio: lo scenario della nostra vita quotidiana in cui sono raffigurati i segni dell’opera e delle modificazioni prodotte dalle generazioni che ci hanno preceduto.

Buona lettura!»

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